Cass. civ. Sez. V Ordinanza n. 23819/2017

Cass. civ. Sez. V Ordinanza, 11/10/2017, n. 23819

M.A. c. Agenzia delle Entrate

IMPOSTE E TASSE IN GENERE
Contenzioso tributario
in genere

Gli studi di settore non sono, di per sé, presunzioni semplici, ma lo divengono solo a seguito del contraddittorio con il contribuente, da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, al fine di dare a quest’ultimo la facoltà di contestarne l’applicazione, provando le circostanze concrete che giustificano lo scostamento della propria posizione reddituale, con ciò costringendo l’Ufficio – ove non ritenga attendibili le allegazioni di parte – ad integrare la motivazione dell’atto impositivo, indicando le ragioni del suo convincimento. Deve ritenersi carente, pertanto, la motivazione dell’avviso di accertamento, vuoi in relazione all’applicabilità dello standard prescelto, vuoi alle ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente, non avendo l’Ufficio manifestato il perché del proprio convincimento, finendo così per attribuire, alquanto apoditticamente, in contrasto con il principio sopra richiamato, compiuto valore presuntivo al dato parametrico utilizzato, che non costituisce un fatto concreto noto e certo – risultando dall’estrapolazione statistica di una pluralità di dati settoriali acquisiti su campioni di contribuenti e dalle relative dichiarazioni – senza indicare gli elementi concreti, desunti dalla realtà economica dell’impresa, portati a dimostrazione della pretesa impositiva esercitata, ed in grado di confutare quelli di segno contrario allegati dal contribuente.